Storia della crittografiaCifrariCifrari monoalfabetici
Cifratura per polifoni
Cifratura per omofoni

In un cifrario monoalfabetico semplice la corrispondenza tra i segni del testo chiaro (lettere dell'alfabeto ed eventualmente segni di interpunzione, parentesi, spazi, cifre ...) e quelli del testo cifrato è 1:1, in altri termini ad ogni segno chiaro corrisponde uno e un solo segno del cifrato e viceversa; in tal modo sia l'operazione di cifratura sia quella di decifratura sono univoche.

Se si viene meno alla natura univoca della decifratura, se cioè si ammette che ad un segno del cifrato possano corrispondere differenti segni chiari si ha quella che si chiama cifratura per polifoni. Usando il linguaggio matematico la funzione di cifratura non è iniettiva. Il metodo è l'inverso di quello molto più frequente della cifratura per omofoni.

ABCDEFGHIJLMNOPQRSTUVXYZ
LEGOUVERNEMENTPROVISOIRE

Un modo semplice e ingenuo di cifrare per polifoni è quello di scrivere un versetto di facile memorizzazione sotto la lista delle lettere dell'alfabeto. Molto citato nella letteratura il cifrario qui a destra usato nell'Ottocento da Carolina di Borbone-Due Sicilie, nota come la duchessa di Berry, con chiave "LEGOUVERNEMENTPROVISOIRE".

Qui sotto un esempio con alfabeto a 26 lettere e lingua italiana, usando l'inizio della Divina Commedia come chiave:

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
N E L M E Z Z O D E L C A M M I N D I N O S T R A V

Il messaggio "Comunicare subito posizione" si cifrerà così:

COMUNICARESUBITOPOSIZIONE
LMAOMDLNDEIOEDNMIMIDVDMME

e quindi si trasmetterà il crittogramma: LMAOM DLNDE IOEDN MIMID VDMME

La decifratura avverrà seguendo il procedimento inverso, ma per alcune lettere per esempio la E ci sarà da scegliere fra tre lettere chiare B E J cosa che verrà fatta a senso in modo che ne esca una parola di senso compiuto. Appare evidente che in alcuni casi potrebbero verificarsi situazioni ambigue e potrebbe essere impossibile recuperare il testo chiaro con assoluta certezza. In definitiva i polifoni rendono la vita difficile al crittanalista ma anche al decifratore.

Un cifrario per polifoni dovrà quindi essere ben calibrato per evitare equivoci, scegliendo per uno stesso polifono lettere sufficientemente diverse, per esempio non due vocali, da non potersi confondere.

Per questi motivi l'uso dei polifoni è molto raro nella storia della crittografia, mentre sembra essere stato abbastanza popolare a livello amatoriale come nel caso della Duchessa di Berry.


A livello di crittografia professionale il caso forse più interessante è dato da alcuni cifrari usati dalla diplomazia pontificia nel Cinquecento, citati dal Meister, come il seguente cifrario per l'Inquisitore di Malta (1585)(*), che prevede anche l'uso di nulle e di un repertorio, come da tabella seguente (incompleta per il repertorio in realtà molto più vasto):

A,TE,FI,GO,DU,V,BC,L,NM,RP,S,ZNulleNONCHECHIQUIIL PAPAMALTA
035426971,8$ \dot{3}$$ \dot{4}$$ \dot{5}$$ \dot{6}$$2 \cdot 7$$9 \cdot 0$

Così l'inizio di un messaggio del 1585 citato dal Meister(*): "QUI IN MALTA LE COSE CAMINANO" si cifra in:

$\dot{6} \ 5 \ 6 \ 1 \ 9 \cdot 0 \ 8 \ 6 \ 3 \ 1 \ 6 \ 4 \ 7 \ 3 \ 1 \ 6 \ 0 \ 9 \ 5 \ 6 \ 0 \ 6 \ 4$

L'operazione di decifratura è piuttosto macchinosa; occorre scrivere il testo cifrato e sotto le corrispondenti lettere chiare, cercando poi a vista la combinazione di lettere che dia un testo sensato.

$\dot{6}$$5$$6$$1$$9 \cdot 0$$8$$6$$3$$1$$6$$4$$7$$3$$1$$6$$0$$9$$5$$6$$0$$6$$4$
QUIIC MALTA CE COPE CAMICACO
GL LF LDSF LTRGLTLD
N N N Z N N N

Osservando la tabella è abbastanza facile ricostruire il testo chiaro "QUI IN MALTA LE COSE CAMINANO". Qui l'operazione è semplificata dal fatto di aver usato lettere visivamente simili come (E,F), (O,D), (U,V) e dall'aver usato le nulle in corrispondenza degli spazi, di fatto come omofoni dello spazio; così si semplifica l'opera dell'addetto alla decifra, ma anche quella del crittanalista e cioè a costo di una certa perdita di sicurezza.


Il Meister riporta molte altre cifre più o meno simili a questa; qui di seguito ecco una cifra per Monsignor Costa Inquisitore a Malta (1583)(*), che usa nove cifre come polifoni per coppie di lettere e il 4 come nulla, usato anche come cifra dello spazio, e un repertorio del quale vengono mostrati nella tabella qui sotto solo alcune cifre:

A,BE,CI,DO,FV,LN,GM,PR,TS,Z, ETNulleNONCHECHIQUIIL PAPAMALTA
869750321$ 4 \cdot 44 \cdot \dot{44} \cdot \dot{4}$$ \dot{0}$$ \dot{7}$$ \dot{5}$$ \dot{9}$$2 \cdot 7$$6 \cdot 6$

Così l'inizio del messaggio del 1583 citato come esempio dal Meister(*): "SONO ARIVATO QUI IN MALTA" si cifra in:

$1 \ 7 \ 0 \ 7 \ 4 \ 8 \ 2 \ 9 \ 5 \ 8 \ 2 \ 7 \ 4 \ 4 \ \dot{9} \ 9 \ 0 \ 6 \cdot 6 $

Anche qui la nulla $4$ viene usata al posto dello spazio.


Riferimenti bibliografici

Qui in Malta le cose caminano felicemente, vi trovo molta divotione et obedienza, et spero che ogni cosa sia per passare felicemente. non mancarò usare ogni diligenza, et di tuto daro minuto aviso per ogni corriere che vera a Roma. II Turco teme molto.

X
Cifra dimandatami da Monsignor Illmo et Revmo Cardinal Savello per dare all'Inquisitore che va a Malta in loco di Monsignor Costa quale torna. Data die 5. Novembris 1585. X
Cifra a Monsignor Costa Inquisitore a Malta data die 11. Octobris 1583, de mandato Illmi et Revmi domini Cardinalis Sabelli maioris Inquisitoris. X

Sono arivato qui in Malta ali oto di Novembre dove son stato ricevuto dal Gran Mastro et da tutti con molta acoglienza con le prime darò aviso dele cose di qua a V. S. Illma et non mancaro di usare ogni diligentia perche Nostro Signore venga servito et V.S. Illma.

X