Storia della crittografiaCifrari
Cifrari poligrafici
Porta - Cifra campale germanica - Playfair - Delastelle - Polibio - Pollux

I cifrari poligrafici sono cifrari nei quali la cifratura avviene per gruppi di segni (lettere); il testo chiaro viene raggruppato in gruppi di M elementi, ogni gruppo viene cifrato con un gruppo di N elementi dell'alfabeto cifrante. M o N possono anche essere uguali ad uno, ma non entrambi altrimenti si ricade in un sistema monografico. Si hanno quindi i seguenti casi.

FamigliaDescrizioneEsempi
Poligrafici M:1

Il testo chiaro t viene diviso in gruppi di M elementi ed ogni gruppo viene cifrato con un elemento cifrato c. Se M=2 abbiamo una cifra digrafica, per digrammi; il primo esempio nella letteratura crittografica è la tavola 20x20 presentata dal Porta nel suo libro "De furtivis literarum notis ...".

In questo caso il testo cifrato ha lunghezza parì alla metà del testo chiaro; in generale la lunghezza del cifrato è 1/N quella del chiaro.

Tavola digrammi Porta
Poligrafici M:NUn gruppo di M lettere del testo chiaro t viene cifrato con un gruppo di N elementi di C.
Digrafici 2:2

Caso più semplice M = N = 2; ogni digramma del testo chiaro viene cifrato con un digramma del testo cifrato.

Playfair cipher
Hill cipher
Poligrafici 1:NUna lettera del testo chiaro t viene cifrata con un gruppo di N elementi di C.
Digrafici 5x5

Nel caso N = 2, ogni lettera del chiaro viene cifrata con una coppia di lettere nel cifrato, per lo più basandosi su tavole quadrate 5x5 o 6x6; il più antico esempio di matrice 5x5 è la scacchiera di Polibio che però non era segreta ma pensata per un telegrafo ottico; il Porta descrive una tavola rettagolare 5x4; in tempi più recenti molti cifrati, elencati a lato, usarono una matrice 5x5.

Nei sistemi digrafici il testo cifrato c è lungo il doppio del testo chiaro t; la maggior parte dei metodi prevede però una qualche forma di sovracifratura per trasposizione o per sostituzione.

Cifra Pollux
Scacchiera Collon
Cifra campale germanica 5x5.
Digrafici 6x6

Una tabella 6x6 fu usata (cifra ADFGVX) dall'esercito tedesco nel 1918 alla fine della Grande Guerra.

Cifra ADFGVX
Trigrafici

Il Delastelle propose anche una cifra trifida; ogni lettera del chiaro è cifrata con una terna di numeri di C = {1,2,3} secondo una tabella prestabilita. Il cifrato è lungo il triplo del chiaro, ma le cifre vengono poi trasposte e riconvertite in lettere secondo la stessa tabella ottenendo così un cifrato di lunghezza pari al chiaro.

I codici usati dalle diplomazie degli stati italiani nel rinascimento facevano spesso uso di un misto di cifrati monografici, digrafici, trigrafici e a repertorio (cifratura per parole). Erano usati simboli di fantasia, il cui declino ebbe inizio con l'invenzione della stampa a caratteri mobili. Si veda come esempio un dispaccio da Costantinopoli a Venezia del 1554.


Nell'Ottocento quando fu inventato il telegrafo i simboli di fantasia furono definitivamente abbandonati e si usarono metodi basati sull' alfabeto Morse; venivano cifrati i punti e le linee di tale codice; di questo tipo è la cifra Pollux.