Storia della crittografiaLa crittografia nella seconda guerra mondiale
I crittogrammi di Antonio Marzi
Archivio completo dei testi decifratiTrasposizione interattiva

Messaggi decifrati
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Ecco un interessante esempio di trasposizione doppia con chiave letterale usato nella II guerra mondiale.

Antonio Marzi (1924-2007) era un radiotelegrafista della Regia Marina fattosi partigiano e informatore degli inglesi. Nel 1944, dopo essere stato addestrato dal SOE (Special Operations Executive, servizio segreto istituito da Churchill nel 1940), Marzi fu paracadutato in zona sotto occupazione militare tedesca presso Verona e da lì raggiunse in bicicletta, con la sua ricetrasmittente radio, Udine dove operò fino al 1945, informando gli inglesi su movimenti di truppe, dislocazione di obiettivi militari, situazione politica e militare delle brigate partigiane.

I messaggi venivano inviati al SOE con una ricetrasmittente radio modello Mk II anno 1943 dalla portata di oltre 500 miglia (800 km), contenuta in una comune valigia di cuoio pesante 40 lb (18 kg), che riuscì fino alla fine a sfuggire alle intercettazioni radiogoniometriche tedesche; i messaggi erano preventivamente cifrati con un sistema a doppia trasposizione; contrariamente a quanto ricordava Marzi nel 2005, non sono presenti nulle, spazi o lettere rare, J K W X Y, per la spaziatura delle parole, né segni diacritici o di punteggiatura.

Nei primi anni del XXI secolo Antonio Marzi ormai ottantenne ritrovò tra le sue carte un gran numero di messaggi cifrati, composti di blocchi di 5 lettere, ma si rese conto di non essere in grado di decifrarli, non ricordando più del tutto la procedura di deciframento.

Nel 2005 Marzi mostrò i cifrati a Filippo Sinagra uno dei massimi studiosi italiani di crittologia e storia della crittografia. Appuntò su un foglio quello che ricordava della procedura di ciframento, che non fu però sufficiente per decifrare i crittogrammi.

Ne nacque una sfida crittografica (Level X Challenge - Notes of an Italian soldier) che si è conclusa nel febbraio 2013 con la vittoria del tedesco Armin Krauẞ, brillante softwarista e appassionato di crittografia, che riuscì finalmente a ricostruire il metodo di cifratura.

Si tratta di un sistema a trasposizione ripetuta due volte con la stessa chiave. La parte più complicata è quella della trasmissione della chiave che si basa su alcune parole tratte dall'inizio della poesia "Corradino di Svevia" di Aleardo Aleardi: "Un giovinetto pallido e bello ..."(*) che Marzi ricordava a memoria. A ogni parola è associata una lettera dell'alfabeto, escluse le lettere RENATO che sono collocate alla fine e sono nulle, non corrispondono a nessuna parola; la lista completa è visibile negli esempi a fianco.

Al termine del cifrato Marzi aggiungeva un blocco di 5 lettere che serviva a ricostruire la chiave combinandola con il numero 44739 ottenuto dal suo numero di matricola nella Marina. Ogni lettera del blocco andava spostata indietro del numero di passi indicato; per esempio nel cifrato 30, dato il blocco finale CVMGF si sposta C 4 passi indietro arrivando su A, V 4 indietro su P, M 7 indietro fino a F, G 3 indietro su C, F 9 indietro su R, e quindi il blocco diventa APFCR; dai versi dell'Aleardi si ricava per la trasposizione: 'SVENTURATOBELLOGIOVINETTO'.

Krauẞ aveva ipotizzato che oltre all'ultimo blocco andasse rimosso anche il primo; in questo modo si ottenevano testi chiari in un italiano comprensibile ma con diversi strani errori ortografici, in un primo tempo attribuiti ad errori di trascrizione da parte di Marzi; chi scrive dopo molte prove arrivò invece alla conclusione che il blocco da rimuovere fosse piuttosto il quarto, in questo modo infatti i testi cifrati sono pressochè perfetti con rarissimi errori di trascrizione. Krauẞ notò subito che anche il quarto blocco forniva la chiave con la stessa procedura usata per l'ultimo. Una ridondanza utile per assicurare che il destinatario fosse in grado di recuperare la chiave anche nel caso che uno dei due blocchi fosse stato corrotto in fase di trasmissione. O forse una sorta di codice di controllo. L'ultima scoperta da parte di Armin Krauẞ è che Marzi aveva dimenticato la parola DA tra VISO e SVENTURATO nella chiave. Un errore che si notava solo in alcuni messaggi.


I testi decifrati pur nel loro stile telegrafico forniscono un interessante scorcio sulle ultime fasi della guerra. L'archivio completo è disponibile su una pagina a parte.

I messaggi sono tutti relativi all'ultimo mese di guerra; gli ultimi descrivono la situazione in Friuli dopo la resa dei tedeschi. Probabilmente proprio perché la guerra era ormai finita, Marzi non distrusse questi ultimi fogli come sarebbe d'obbligo in questi casi.


Fonti e collegamenti

La poesia "Corradino di Svevia" di Aleardo Aleardi inizia così:
Un giovinetto 
Pallido, e bello, con la chioma d'oro,
Con la pupilla del color del mare,
Con un viso gentil da sventurato,
Toccò la sponda dopo il lungo e mesto
Remigar de la fuga. Avea la Sveva
Stella d'argento sul cimiero azzurro,
Avea l'aquila Sveva in sul mantello;
E quantunque affidar non lo dovesse,
Corradino di Svevia era il suo nome.
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