Cifrari per trasposizioneTrasposizione a chiaveI crittogrammi di A. Marzi
Archivio cifrati/decifrati di Antonio Marzi 1945

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63 messaggi in archivio dei quali 63 decifrati.

Il metodo

Questa pagina raccoglie i messaggi cifrati che Antonio Marzi, partigiano e informatore degli Inglesi, inviò a Londra negli ultimi 2 mesi della II guerra mondiale, marzo e aprile 1945.

I messaggi venivano cifrati con un sistema di trasposizione a doppia chiave. La chiave veniva trasmessa nascosta mimetizzata dentro il cifrato, e precisamente nel quarto blocco e nell'ultimo, composti come di consueto di 5 lettere.

Marzi creava ad ogni nuovo messaggio una nuova chiave formata da 2 o 3 o 4 parole prese da una lista che ricalca i primi versi della poesia "Corradino di Svevia" di Aleardo Aleardi. La lista è mostrata sulla destra nelle figure a lato; ogni parola è associata a una lettera dell'alfabeto con l'esclusione delle lettere "RENATO" spostate alla fine dell'alfabeto che servono da nulle. Chiavi ammissibili erano per esempio "GIOVINETTOSVENTURATO" "PALLIDOBELLODA".

Per trasmettere la chiave Marzi usava le lettere associate alle parole della chiave; essendo di norma la chiave formata da meno di cinque parole, per i motivi spiegati più avanti, completava il quintetto con lettere nulle prese da "RENATO" in due modi diversi in modo da avere due blocchi di 5 lettere che permettevano di ricostruire la chiave. Per esempio la chiave "SVENTURATOMESTOSPONDA" (messaggio 48) viene cifrata con le lettere PWS che mescolate con due nulle possono dare per esempio i blocchi TOPWS o PTWOS.

Due blocchi così simili potrebbero richiamare l'attenzione del nemico e per questo Marzi non trasmetteva i due blocchi come erano, ma sostituiva ogni lettera con quella che lo seguiva di n passi, dove n era una cifra presa dal numero segreto 44739, che Marzi aveva ricavato dal suo numero di matricola nella Marina.

Ecco quindi che la suddetta chiave "SVENTURATOMESTOSPONDA" dà "TOPWS" e "PTWOS" e aggiungendo il numero 44739 si ottengono due blocchi del tutto diversi(*) DFYZN e VDADN; come detto i due blocchi vengono intercalati al cifrato al quarto blocco e all'ultimo posto.

Chi riceve questo messaggio dovrà innanzitutto estrarre dal cifrato il quarto e l'ultimo blocco, effettuare l'operazione inversa fino a recuperare la chiave che dovrà essere la stessa per tutti e due blocchi(*). Una volta recuperata la chiave, la userà per effettuare la trasposizione doppia inversa e recuperare il messaggio chiaro.

Nota

Quello che nel 1945 era un lavoro che richiedeva molto tempo ed attenzione, ora può essere svolto in una frazione di secondo da un software. Selezionando un messaggio dal menu qui sopra, viene visualizzato il cifrato nella figura a sinistra, che viene immediatamente decifrato nella figura a destra. La figura a sinistra contiene in basso il testo decifrato che ho reso leggibile inserendo spazi, accapo e correggendo qualche evidente refuso.

Alcuni messaggi erano incompleti mancando della prima o della seconda parte. Ciononostante è stato possibile ricostruirli completamente o parzialmente; infatti se si conosce il numero di blocchi e la percentuale mancante è minore del 40% è in genere possibile decifrare il testo completandolo per esempio con lettere rare come X o J e ricavando a senso le lettere mancanti.

Due messaggi hanno presentato problemi:

  • Il 102 del foglio 25, molto anomalo (vedi nota); i due blocchi ANCTP e CPREN non forniscono la stessa chiave usando la procedure descritta sopra e non ero stato in grado di decifrarlo. Grazie ad Armin Krauss per aver intuito che in questo caso Marzi aveva dimenticato di sottrarre il numero 44739 ai blocchi e per aver quindi consentito la decifrazione anche di questo messaggio, uno degli ultimi, datato 4 maggio 1945.
  • Quello del foglio 28 che contiene solo la seconda parte di un cifrato, 54 gruppi su 199, troppo poco per ricostruirlo interamente.
Questo è vero solo se si usano meno di 5 parole per formare la chiave, altrimenti i due blocchi vengono identici. E in effetti Marzi usa solo chiavi di due, tre o al massimo quattro parole. X
Se i due blocchi non sono uguali è segno sicuro che qualcosa non ha funzionato. La ridondanza serve anche da sistema di controllo; essendo inoltre collocati in posizioni lontane, è possibile ricostruire il chiaro anche nel caso manchino alcune righe alla fine del cifrato come nel caso dei cifrati 48.1 e 65. Basta riempire di X (o altra lettera rara) le righe mancanti, decifrare e quindi competare a senso il decifrato. X