Storia della crittografiaCifre veneziane | CifrariSovracifratura
La cifra quinta di Pietro Partenio
Nomenclatorila cifra delle casellePietro Partenio

Il dispaccio dell'ambasciatore a Parigi Pietro Duodo del 12 agosto 1595, l'ultimo finora trovato che usi la cifra 5 del Partenio. All'ultima riga visibile il dispaccio prosegue usando la cifra ordinaria, la ziffra granda. [ASVe, Senato Dispacci di ambasciatori in Francia, f. 24, c. 34. Vietato ogni uso commerciale di questa immagine.]
La replica di Pietro Partenio alla cifra delle caselle

Pietro Partenio notaio veneziano conosceva certamente di persona Hieronimo di Franceschi deputato alle cifre dal CX* dal 1575 al 1593 circa, inventore della cifra delle caselle, che risulta più volte suo cliente dai suoi atti notarili. Con lui si confrontò, riprendendo le due idee più originali, quella della sovracifratura e quella del falso scontro. Partenio criticò le cifre veneziane in uso in quegli anni, compresa la cifra delle caselle, considerata allora la più sicura di tutte, e ne inventò di nuove, a suo dire molto più sicure.

Nel giugno 1595 il CX di fronte alla notizia che François Viète aveva lasciato intendere in modo un po' enigmatico di essere capace di decrittare le caselle, ordinò di usare d'ora in poi una cifra di Pietro Partenio. Fu scelta la cifra quinta tra quelle presentate da Partenio al CX negli anni 1592-1593, e una settimana dopo il CX ne inviò lo scontro* all'ambasciatore a Parigi, con la raccomandazione di usare questa cifra per le parti più riservate dei dispacci.

In fondo a questa pagina è possibile provare interattivamente questa cifra.


Procedura di cifra

La procedura di cifra consiste di due operazioni successive:


Procedura di decifra

La decifra consiste nell'operazione inversa e cioè:


Una sovracifratura impropria?

Si potrebbe obiettare che in fondo questa cifra potrebbe semplificarsi in una sola operazione, un nomenclatore con otto omofoni per ogni lettera o sillaba o parola; la A si cifrerebbe con uno degli otto omofoni: chh chp cph cpp thh thp tph tpp.

Inoltre a differenza della rivale cifra delle caselle, questa cifra non è pilialfabetica e quindi il segno cifrante, la terna di lettere, sta sempre e solo per un segno chiaro e uno solo.

Ma ci sono anche alcuni pregi di questa cifra:

Sul primo punto però avanzò forti riserve il Franceschi, che nell'estate del 1596 riuscì appunto a decifrare un messaggio cifrato con questo sistema, avendo in mano il nomenclatore, ma non la tabellina. Maggiori dettagli nel prossimo paragrafo.


Fortuna e sfortuna di questa cifra

Questa cifra non è delle più complicate e ingegnose del Partenio, e forse fu scelta dal CX per la relativa semplicità.

Purtroppo non furono di questo avviso i segretari addetti alla cifra, in particolare quello di Parigi, che per primo la sperimentò. I tre dispacci da Parigi che usano questa cifra per porzioni limitate, le più segrete e riservate, sono pieni di errori e cancellature, segno che il segretario non la trovò tanto semplice da usare e dopo il terzo tentativo non la usò più.

L'anno dopo, come appena ricordato, il Franceschi con l'aiuto del suo discepolo Pietro Amai, fu in grado di decrittare un dispaccio cifrato con questa cifra, conoscendo lo scontro, quello visibile qui sotto a destra, ma senza conoscere la chiave di sovracifratura. Ne seguì la decisione del CX di abbandonare questa cifra, seguita dalla reazione piuttosto astiosa del Partenio. Questo episodio segnò il culmine di una lunga disputa tra i due; il 16 settembre 1596 il CX nominò una commissione di 5 nobili perché fornisse un autorevole parere; dopo molti rinvii e dopo molte riunioni con i due la commissione preparò una relazione piuttosto salomonica, che restò allo stato di bozza ed è tuttora conservata in due copie all'archivio di stato di Venezia. Probabilmente era stata la morte del Franceschi nella prima metà del 1600 a far cadere la disputa, di fatto con la sconfitta di entrambi. Non risultano infatti ulteriori utilizzi delle due cifre negli anni seguenti.


Esempio di cifratura interattiva
Testo chiaro: (Usare alfabeto latino con 20 lettere, v → u; massimo 255 lettere)
Cifra quinta del Partenio
con chiave:
0123455789
$_$
$P$ +
$K$
$C$
f
282
000
a
100
110
t
766
000
t
766
001
i
383
110
n
459
111
o
506
100
n
459
101
f
282
100
o
506
000
s
628
110
t
766
100
e
274
001
a
100
010
u
811
011
i
383
101
u
811
001
e
274
110
r
594
000
c
168
011
o
506
100
m
424
000
e
274
101
b
139
011
r
594
000
u
811
110
t
766
000
i
383
001
m
424
110
a
100
111
p
515
100
e
274
101
r
594
100
s
628
000
e
274
110
g
324
100
u
811
001
i
383
010
r
594
011
u
811
101
i
383
001
r
594
110
t
766
000
u
811
011
t
766
100
e
274
000
e
274
101
c
168
011
o
506
000
n
459
110
o
506
000
s
628
001
c
168
110
e
274
111
n
459
100
z
844
101
a
100
100
Cifrato da trasmettere:

Lo scontro originale
Lo scontro originale della cifra ritrovato in archivio. [ASVe, Cifre, chiavi e scontri di cifra, con studi successivi, sec XVI-XVIII, busta 2, fascicolo 13 Cifre di Pietro Partenio, foglio sciolto. Vietato ogni uso commerciale di questa immagine.]

Molti mesi dopo aver ricostruita parzialmente la chiave di questa cifra, tra le carte di Pietro Partenio ho ritrovato anche lo scontro originale, la calligrafia sembra proprio quella del Partenio, era sfuggito, mescolato tra altre carte. È stato così possibile ricuperare completamente la cifra.


Ringraziamenti

Si ringrazia il dr. Silvio Coccaro, per l'aiuto fornito nel digitalizzare questo scontro di cifra.


Riferimenti bibliografici
X Nel gergo crittografico veneziano scontro è la lista decifrante di una cifra.
X CX è la abbreviazione di Consiglio di Dieci il potente organo della Repubblica di Venezia che si occupava della sicurezza della repubblica, e anche della crittografia. Nelle riunioni ai dieci membri effettivi si aggiungevano il Doge e i sei consiglieri ducali, portando il totale a 17.