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Storia della crittografia - Cifrari
Sovracifratura (cifre composte)
DES

Un semplice accorgimento per aumentare la sicurezza di un cifrario è quello di cifrare una seconda volta il messaggio, preferibilmente con un altro metodo; questa operazione di cifrare una seconda volta è chiamata di sovracifratura. Matematicamente corrisponde a una funzione composta.

Questo metodo si diffuse nel XIX secolo per aumentare la sicurezza dei codici; una delle debolezze di questi sistemi è che se il libro con il codice cade in mano al nemico, la sicurezza è azzerata e si è costretti a cambiare il codice, operazione laboriosa e dispendiosa, si deve realizzare un nuovo dizionario di centinaia o migliaia di termini, e lo si deve far pervenire ai corrispondenti in modo sicuro.

Sovracifrando il codice con una cifra monoalfabetica o polialfabetica, il possesso del codice non è più sufficiente per decifrare i messaggi, e questo garantisce ancora un discreto margine di sicurezza. Meglio ancora se le chiavi di sovracifratura vengono periodicamente cambiate.

Nel XX secolo la sovracifratura è divenuta il componente essenziale di cifrari come il DES, il celebre cifrario dell'IBM, che consiste di ben sedici cifrature successive, in questo caso alternando sostituzioni a trasposizioni.


Attenzione però che non sempre cifrare due o più volte di seguito un messaggio aumenta la sicurezza. Per esempio far seguire a un cifrario monoalfabetico un altro cifrario dello stesso tipo seppure con chiave diversa, non aumenta in nulla la sicurezza, si ottiene semplicemente un altro cifrario monoalfabetico. E al limite potrebbero aversi sgradite sorprese: se a una cifratura di Cesare con spostamento di 10 se ne fa seguire una con spostamento di 16 (nell'alfabeto internazionale di 26 lettere) si ottiene ...